Bon Scott e James Hunt

Tanta musica di oggi mi fa lo stesso effetto della Formula 1 di oggi: una ossessiva crescita tecnica, una grande attenzione al “format”, alla comunicazione, alla programmazione delle carriere, ma quasi più nessuna traccia della follia, della sacra follia dei vecchi piloti, dei vecchi rock’n’roller. Che poi tanto sacra non era, anzi spesso erano autentici pazzi. Rivalutare la follia, anche esagerando, è l’ultimo dovere morale che mi è rimasto come songwriter.
In effetti, l’abitudine, la familiarità dei gesti, la ripetizione delle cose cha fai giorno per giorno ti mette al sicuro. Però spegne l’intuizione. E l’intuito è un animale tanto autoritario quanto permaloso. Se lo trascuri si sente insultato, ti gira le spalle e sei fregato. Se lo scambi per vuoto egocentrismo s’incazza e ti fa litigare con la gente. Ma se lo rispetti e sei paziente ti fa volare e tutti giù che ti guardano ammirati, anche se in fondo non hai nessun merito. Ma ti costa. Non devi affiliarti a scuole di pensiero, devi scordarti ogni voglia di appartenenza, devi saper riconoscere che in fondo sei clamorosamente solo.

Almeno per me funziona così. Certo, ci sono giorni in cui le mie difese vacillano, avverto il richiamo per una fuga impossibile, preda dell’ansia e dell’insicurezza. E cerco rimedio dove posso. Ma nei momenti migliori riesco a godermi il trascorrere del tempo, certa dolcezza della vita, l’amore di cui sono parte, che mi circonda e mi scorre dentro. Sono vicino a casa come non mai. E questa è un’altra libertà che non avevo ancora scoperto.
Ma sono romano di nascita e l’imprinting della città eterna mi preserva dagli stati malinconici e dalla brama di potere, che sono i due estremi capolinea dell’intuito. A Wall Street si decidono le sorti economiche del mondo, alla Casa Bianca quelle politiche, ma a Roma, precisamente a Piazza San Pietro, si decide l’ordine del Tempo. Questo lo sanno tutti. Tranne noi italiani. E non è una cosa banale. I governi, la diplomazia, gli organismi internazionali, i partiti politici, i mercati finanziari, le autorità monetarie, i mercanti di armi, i grandi gruppi di controllo delle masse non reggono le sorti di alcunché, ne traggono solo alcuni vantaggi per qualche tempo ma niente di più. La Storia segue leggi oscure, di cui tutti costoro sono stati per un po’ gli interpreti fortuiti. In realtà, ci sarebbe una sola entità in tutto il Globo che ha avuto accesso a quell’oscurità per le incredibili, indiscutibili doti di resilienza. Sto parlando della Chiesa di Roma. Argomento troppo complicato da trattare in un blogghetto piccolo piccolo e senza trama. Però è qui che volevo arrivare. Nessun’altra istituzione esistente nel mondo, neanche l’istituto imperiale giapponese, è altrettanto antico. Pensavatelo.

Il fatto che un Papa muoia, davanti all’esercizio di quell’eccezionale potere, non ha nessuna importanza. La vita e la morte sono stati passeggeri, non così la Chiesa Romana.
Con le forze del bene non si deve scherzare. Il bene è terribile. Il male sai sempre dove ti porta, il bene no. L’influenza del Vaticano può arrivare altro che a New York, in Alaska può arrivare. E’ arrivata in Germania più e più volte anche se quel demone di Hitler non voleva. Il raziocinio teutonico al servizio della conquista e della violenza non poteva nulla contro l’intuito di sagrestani e gesuiti, silenzioso e organizzato.
E arriva il momento in cui il bene si mescola al maligno, l’ingestione di ostia o peyotl è indifferente e sotto il Velo di Maya questo luna park si rivela in tutta la sua inconsistenza. Niente esiste, fatta salva la tua immaginazione e la tua personale Esperienza. Non è solipsismo, anzi. La materia non significa nulla, solo lo spirito è reale. I got the spirit, I loose the feeling.
E qui, caro lettore, non dico e spiego più niente, per oggi la via delle parole è sospesa, e tu devi continuare a camminare da solo, avventurandoti senza più mappe. Solo in questo modo potrai capire che forse sono matto ma avrai la certezza che tu puoi essere più matto di me.

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