Fly a Flag

Serve un videoclip. Sempre grazie alla mia figlia undicenne Elena, mi metto in contatto con la scuola di circo che lei frequenta da anni. La scuola di circo Bolla di Sapone di Trento è una realtà impagabile. Oltre a sfornare artisti di grandi capacità, è anche un esempio di spirito collaborativo, amore per le arti dello spettacolo, motore di crescita sociale e umana per l’intera città di Trento. Ci mettono a disposizione la sala per le riprese, due ballerini acrobati e la loro costumeria. Incarichiamo l’eccellente video-maker di Trento Claudio Vinco di occuparsi delle riprese e di sfogare tutta la sua creatività tecnica per mettere in sequenza la sceneggiatura che nel frattempo ho scritto. E’ un video sulla cattiva coscienza dell’Occidente raccontata per espressioni, immagini e figure di ballo acrobatico sul brano “Fluttering of a Lonely Flag”.

Questa bandiera che sventola solitaria è un presidio di orgoglio e di resistenza, quando le ingratitudini e le delusioni sembrano abbatterci, la solitudine incalza e tutti intorno a noi sembrano impazziti. Noi restiamo lì, ben piantati a terra ad aspettare il vento che ci farà tornare allegramente a sventolare. Prima o poi, tutti voi siete stati o sarete quella bandiera.

Prima che il 2017 inizi, gli Stiff Little Fingers mi ricordano che ci vuole una band. La stanchezza e le amarezze passate, lasciano spazio al desiderio di suonarle quelle canzoni, respirarle insieme al puzzo di sudore e aria stantìa (ma quanta ne ho respirata negli ultimi 28 anni?) delle sale prove. E poi, perché un disco nuovo di zecca abbia bisogno di una band per promuoverlo non è certo cosa da spiegare.
Da gennaio cominciano le prove con Fabrizio Costantino al basso e Mirco Rodeghiero alla batteria, che cederà il posto a Fabrizio Keller “Sherman” poco dopo. Il 20 Maggio c’è il debutto all’Angolo dei 33 di Trento: ottima performance, convinti della nostra alchimia, groove puro dalla prima all’ultima nota. Una cosa mi fa ridere: scoprire a 47 anni che limitarsi a cantare senza la distrazione di uno strumento è un’esperienza straordinaria quando hai lì le persone davanti a te e ti puoi dedicare completamente a loro. Certo non riesco a stare con le mani in mano. Mentre canto suono quello che mi capita a tiro: armonica, tamburello, crash personale, sonaglio, nacchere, flauto e anche un ovetto di sabbia.
Stavolta faccio sul serio…

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