La zappa e il file sharing

La vera vitalità, quella che ti parte dal cuore, sbatte di traverso in gola e ti esce dagli occhi spalancati, l’abbiamo sostituita con il “fitness”, con la desolazione di chi fa “running”, reso sordo dal paraorecchi di lana, reso cieco dal sudore dello sforzo di accrescere l’aspettativa di vita: zombi che creano il deserto con quel loro correre e correre, senza un vero posto a cui arrivare. Quando vado in montagna vengo superato da tutti, sigillati nei loro capi tecnici griffati, mentre l’unico vestito da montanaro sono io, che sono nato a Trastevere. In realtà il mio passo non è poi così lento. Il fatto è che la bellezza rallenta il mio movimento. Per converso, il troppo movimento cancella la bellezza, sapevatelo.

In epoca moderna, popoli che hanno ancora il cuore non corrotto dalla dittatura della produttività, dalla burocrazia moderna, dalla bruttezza urbana, dalle banalità accademiche, dall’aridità professionale, agiscono in modo diverso. Presso alcune tribù siberiane, gli anziani vanno a morire nella foresta per restituire alla natura ciò che in vita le hanno sottratto. Una vita per un’altra vita.
Non sono affatto un nostalgico del mondo antico, né desidero far tornare il mio mondo – che contiene tante cose straordinarie – a stadi arcaici dell’evoluzione umana. Io stesso non ne sono che uno dei tanti ingranaggi, sebbene un po weird. Dico solo che le propaggini dell’orgoglio umano – il devastante fideismo tecnologico, l’aberrante finanza globalizzata – sono fuori controllo. In realtà non c’è nulla nell’intera storia umana che sia stata mai sotto controllo, da Sargon a Trump. Siamo sempre stati costantemente allo sbando. Chiunque abbia nozioni minime di diritto ed economia internazionale ammette che questi sistemi nell’affrontare fenomeni come il delitto, la sopraffazione, l’usurpazione, la frode e il furto, possono anche produrli. La giustizia, mentre combatte l’ingiustizia, ne produce in quantità. La storia dell’organizzazione internazionale e la biologia evolutiva ripercorrono analiticamente il concetto di “andare allo sbando”. E non intendo anarchia, no no, intendo vero e proprio andamento erratico. Magari fosse anarchia come la intendeva Aristide Ceccarelli, anarchico di Ceccano (1872 – 1919).

Ogni utensile di per sé non è né buono né cattivo. La zappa è buona per coltivare e dare così da mangiare a chi ha fame; è cattiva per spaccare crani. Ma un conto è andare allo sbando con una zappa o un migliaio di legionari. Un conto è andare allo sbando con la bomba atomica, il file sharing a 360 gradi, i movimenti di capitale incontrollati, i brevetti sulle cellule umane, la trivellazione compulsiva della crosta terrestre, e così via.
Lo chiamano libero arbitrio.
La zappa e l’energia atomica si definiscono come cose buone se usate in funzione della vita e secondo un codice morale condiviso. C’era il cristianesimo. Finito. Poi il comunismo. Finito. Hulk. Finito. Cosa c’è oggi? Web 4.0: the ultra-intelligent Electronic Agent! Un algoritmo! Naaa. Io vedo nevrosi e paura. Quello che c’è là fuori determina il “qui dentro”, perché il “qui dentro” si è svuotato. Intanto cerco di non lasciarlo in queste condizioni quel “dentro” delle mie due figlie. Vedremo… Non ho nessun suggerimento, ricetta facile o vademecum.
E’ un gran casino, quasi alla cieca – appunto, come Magister Thomas – anche se qualche volta ci si diverte parecchio. Come quando mi ritrovo lì sul palco e il pubblico se ne sta laggiù ad ascoltare, qualcuno sorpreso, qualcuno interdetto, come se ascoltare fosse per loro un’attività nuova e abbastanza insolita, inaspettatamente affascinante.

L’ultima volta a tavola con mio padre e mia madre prima di partire per il Trentino – questo ombroso patrigno che mi ha adottato – mia madre mi disse: “Cerca di andare d’accordo con tutti.” E mio padre: “Si, ma non essere troppo buono”. La ricerca dell’armonia temperante nella preservazione della dignità. Mi basta.
Per il resto, dovremmo solo “cercare di fare i bravi” (cit. John Niven, “A volte ritorno”).

2 pensieri su “La zappa e il file sharing

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